
Glamorama: Le Nuove Voci dell'Indie Rock e Post-Punk
Un viaggio sonoro attraverso le ultime tendenze di indie rock, wave e post-punk, presentato il 3 settembre 2026 su Radio Città Fujiko. Fabio Merighi, Giancarlo Fantazzini, Stefano Benuzzi e Antonio Cervone guidano gli ascoltatori alla scoperta di band emergenti e brani inediti, offrendo una panoramica completa del panorama musicale contemporaneo, tra sonorità energiche e atmosfere evocative.

Novità discografiche: album e singoli in uscita il 4 settembre 2026
Dopo la pausa estiva, il panorama musicale si rianima con l'arrivo di nuove produzioni discografiche. Il 4 settembre 2026 segna l'uscita di sette album e diversi singoli, abbracciando generi che vanno dal rock all'elettronica, dall'ambient al folk e al jazz. Artisti come Kasabian, Carmen Villain e Chat Pile presentano lavori che esplorano nuove direzioni sonore e tematiche contemporanee, offrendo agli ascoltatori un ricco ventaglio di proposte musicali.

CLOSER: Indagine Profonda nel Reportage Fotografico
Il festival CLOSER torna tra Bologna e Budrio dal 2 al 25 ottobre, esplorando il ruolo del fotogiornalismo in un'epoca di sovrabbondanza di immagini. L'ottava edizione presenta mostre, incontri e workshop che affrontano la questione fondamentale di come raccontare la realt¢ attraverso la fotografia, ponendo l'accento sull'etica e sulla dignit¢ umana. Con esposizioni che spaziano dall'Iraq al Congo, il festival mira a stimolare una riflessione profonda sul "guardare" e il "vedere" nell'arte fotografica.
La 28ª edizione del rinomato festival “Ammutinamenti” a Ravenna si presenta quest'anno con un approccio innovativo, assumendo il nome di “Variazioni per Ammutinamenti”. Dal 4 settembre al 7 novembre, l'evento trasformerà la città con circa quaranta appuntamenti tra spettacoli, esibizioni, workshop e momenti di dialogo, coinvolgendo ventisei artisti e compagnie sia nazionali che internazionali. L'Associazione Cantieri Danza, sotto la guida artistica di Francesca Serena Casadio e Giulia Melandri, ha abbracciato il concetto di “variazione” per esplorare le molteplici sfaccettature della danza contemporanea, invitando a deviazioni e trasformazioni che riflettono l'evoluzione stessa del festival.
Questa nuova visione si manifesta anche nell'utilizzo degli spazi urbani: Ravenna diventa palcoscenico per performance in piazze storiche, musei, gallerie d'arte, parchi e luoghi di aggregazione. Un esempio significativo è “Giuiuzza” di Veronica Parlagreco, in scena davanti al Palazzo di Teodorico, che esplora la memoria del corpo femminile in relazione alla storia custodita dalle antiche pietre, in un'occasione particolarmente evocativa considerando la celebrazione dei 1500 anni dalla scomparsa di Teodorico. Altri momenti salienti includono “Echo Dance of Furies” della compagnia Dewey Dell e “DEDICA” e “ROSSOCREPA” di Sara Sguotti. La Darsena ospiterà “Íride” di Marta Bellu, un'opera che intreccia corpo, paesaggio e percezione, mentre il MAR – Museo d'Arte della città, sarà teatro di “Something is Happening”, una performance collaborativa che unisce danza, musica e arti visive in una creazione estemporanea, sottolineando l'importanza dell'ascolto e della relazione tra gli artisti e lo spazio circostante.
Il festival arricchisce ulteriormente il suo programma con eventi di rilievo internazionale e temi sociali. Tra il 10 e il 12 settembre, Ravenna ospiterà la “Vetrina della giovane danza d'autore” del Network Anticorpi XL, un'importante occasione per scoprire i nuovi talenti della coreografia italiana e per la formazione di giovani artisti attraverso il percorso “Nuove Traiettorie”. L'11 settembre, l'incontro “Building international connections” favorirà il dialogo tra esperienze italiane, olandesi e spagnole, promuovendo la mobilità e la cooperazione internazionale nel settore artistico. Temi profondi come la cultura del controllo e la violenza sul corpo saranno esplorati in “NOBODY, NOBODY, NOBODY. It's Ok Not To Be Ok” di Daniele Ninarello il 2 ottobre, mentre l'inclusione sarà al centro di “Monumentum DA” di Cristina Kristal Rizzo e Diana Anselmo, che collega il corpo alla Lingua dei Segni Italiana, considerandoli archivi viventi della memoria collettiva. La chiusura del festival, il 7 novembre all'Almagià, sarà dedicata all'alta formazione nello spettacolo dal vivo, con la presentazione dei lavori dei partecipanti al corso “I corpi e le voci della danza”, realizzato in collaborazione con Cronopios e L'arboreto – Teatro Dimora, evidenziando l'impegno del festival nella promozione e nello sviluppo della danza contemporanea.
Questo festival dimostra come l'arte della danza possa continuamente evolversi e adattarsi, rispecchiando e interrogando le dinamiche del nostro tempo. Attraverso l'esplorazione di nuovi spazi e l'integrazione di diverse forme espressive, offre una piattaforma vitale per la riflessione culturale e la crescita artistica, ispirando il pubblico a una maggiore consapevolezza e apprezzamento per la creatività in movimento.