
Fabrizio Bosso Incanta il Bologna Jazz Festival con il Suo Quartetto e il Nuovo Album "Routes"
Il 16 ottobre, Fabrizio Bosso si esibirà all'Unipol Auditorium di Bologna nell'ambito del Bologna Jazz Festival. Il trombettista, noto per la sua tecnica impeccabile e la sua sensibilità melodica, presenterà con il suo quartetto il nuovo album "Routes". Il progetto esplora nuove direzioni musicali mantenendo un forte legame con la tradizione, attraverso un dialogo corale tra gli strumenti e l'improvvisazione jazzistica.

I consigli letterari della settimana: Palmieri e Niemi in primo piano
Questa settimana, Silvia Albertazzi e William Piana offrono due raccomandazioni letterarie distintive: "1977. L'Italia leggera nell'anno del movimento" di Pasquale Palmieri, che esplora un anno cruciale nella storia italiana, e "La pietra e la seta" di Mikael Niemi, un'opera intrigante che promette profondit¢ narrativa. Questi titoli sono presentati come letture essenziali per arricchire la propria conoscenza e immaginazione.

Pinocchio di Rodari: Un Ritorno Trionfale a Omegna con Nuove Voci e Opere d'Arte
La mostra "Pinocchio il Burattino senza et¢" arriva a Omegna, citt¢ natale di Gianni Rodari, nell'ambito del Fantanniversario. L'esposizione, curata dal C.R.A.P. e dall'Archivio Vinicio Berti, arricchita dalle creazioni di Bruno Testa, celebra il celebre burattino. L'evento include voci dall'inaugurazione e interviste con Alberto Poletti e Piero BelD↓, per poi spostarsi a San Salvatore Monferrato per la Biennale Junior di Letteratura per Ragazzi.
Il 17 ottobre 2026, alle ore 11:00, la città di Imola inaugura al Museo San Domenico la mostra fotografica di Italo Rondinella intitolata "Ultima spiaggia. Odissee e naufragi dei migranti nel Mediterraneo orientale". Questa esposizione, curata da Diego Galizzi, Giorgio Bolognesi e Luigi Foschina, è il risultato di una collaborazione tra il Museo San Domenico, l'Associazione Segni del Moderno e la Galleria d'arte Bottega Gollini di Imola. Già acclamata nel 2020 a Venezia con il titolo "Shipwreck Crime", la nuova edizione imolese presenta allestimenti innovativi e sarà fruibile al pubblico fino al 7 febbraio 2027, offrendo un'occasione imperdibile per riflettere sulle complesse dinamiche delle migrazioni contemporanee attraverso una prospettiva artistica e profondamente umana.
Il lavoro di Italo Rondinella, che risiede in Turchia dal 2013, si concentra sulla documentazione della rotta migratoria orientale, che vede centinaia di migliaia di persone, principalmente provenienti da Siria, Afghanistan e Iraq, cercare rifugio in Grecia, Cipro e Bulgaria. Il progetto, avviato nel 2017, narra le vicende dei sopravvissuti attraverso un suggestivo connubio di immagini, suoni e reperti autentici. L'artista sceglie di focalizzare l'attenzione sugli oggetti abbandonati e su quelli restituiti dal mare dopo i naufragi, creando un contrasto toccante con i suoni della spiaggia, come il rumore delle onde e le voci dei bambini, che testimoniano una quotidianità spensierata a pochi chilometri dalle tragedie che si consumano in mare. Rondinella cattura le impronte di coloro che cercano un futuro migliore, trasformando semplici oggetti in muti testimoni di speranze infrante e drammi silenziosi.
L'esposizione si configura come una vera e propria "archeologia del presente", un monito per la memoria collettiva che, come sottolinea lo stesso Rondinella, deve essere costantemente alimentata da solidarietà e inclusione. Mantenere vivo il dibattito pubblico su questi temi è fondamentale per contrastare la retorica manipolatoria e terrorizzante che spesso caratterizza il discorso politico e mediatico. L'obiettivo della mostra è quindi quello di continuare a parlare di una delle questioni più urgenti del nostro tempo. L'Assessore alla Cultura Giacomo Gambi evidenzia come il progetto di Rondinella non presenti un problema da risolvere a distanza, ma piuttosto una domanda profonda rivolta a ciascuno di noi: siamo ancora capaci di provare empatia di fronte al dolore altrui? L'amministrazione comunale crede fermamente che la cultura abbia il ruolo cruciale di preservare la memoria e di generare un senso di condivisione, soprattutto in un'epoca in cui la cronaca rischia di renderci insensibili.
Questa iniziativa artistica invita il pubblico a confrontarsi con una realtà spesso distante e a riconsiderare il proprio ruolo nel promuovere una società più giusta e compassionevole. Attraverso la potenza delle immagini e dei suoni, la mostra ci spinge a superare l'indifferenza e a riconoscere l'umanità in ogni individuo, rafforzando i legami di solidarietà e promuovendo una cultura dell'accoglienza e del rispetto. È un'opportunità per riflettere sul valore della vita umana e sull'importanza di costruire un futuro in cui nessuno sia costretto a intraprendere un viaggio disperato alla ricerca di un'ultima spiaggia.