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Fotoprotezione e Sostenibilità: L'Evoluzione dei Solari

Il settore della protezione solare è in una fase di profondo cambiamento. È indispensabile aggiornare i sistemi di valutazione e rispondere in modo efficace alle crescenti esigenze di tutela ambientale. Sono necessari nuovi standard che considerino i progressi tecnologici degli ultimi vent'anni, allineando le normative esistenti con le nuove sensibilità ecologiche.

L'Evoluzione della Fotoprotezione: Normative, Test e Impatto Ambientale

Il 12 marzo, a Roma, il 15° Incontro AIDECO Sun & Skin ha ospitato un'importante sessione tecnica. Esperti del settore, tra clinici, ricercatori e rappresentanti industriali, si sono confrontati sull'urgente necessità di un'evoluzione nella formulazione dei prodotti solari.

Uno dei temi centrali è stato il superamento dei metodi di valutazione obsoleti. Come ha evidenziato Claudia Riccardi, membro AIDECO e docente presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, la determinazione dell'SPF (Fattore di Protezione Solare per gli UVB) e della protezione UVA (basata sulla melanina) si affida ancora a test in vivo su volontari. Questa pratica, che comporta un leggero danno cutaneo, è ora considerata eticamente discutibile. La ricerca e lo sviluppo stanno quindi cercando alternative che garantiscano la stessa precisione senza sacrificare i principi etici.

La resistenza all'acqua rimane un criterio fondamentale: i prodotti 'water resistant' devono mantenere almeno il 50% dell'SPF dopo due immersioni di 20 minuti, estendendosi a 40 minuti per i prodotti 'very water resistant'.

La comunicazione ai consumatori è un altro aspetto cruciale. Carolina Bussoletti, dermatologa, e Alessandra Vasselli, cosmetologa, entrambe membri del Comitato Direttivo AIDECO, hanno chiarito che diciture come 'schermo totale' o 'total block' sono ingannevoli, poiché nessun prodotto offre una protezione completa al 100%. Sono vietati anche i claim che promettono protezione 'per tutto il giorno', dato che i solari richiedono riapplicazioni ogni 2-3 ore, o che vantano la prevenzione del cancro. Si sta diffondendo l'uso di termini come 'Broad Spectrum' (protezione UV-A e B) e 'Full Spectrum' (che include infrarossi e luce blu). Si distingue inoltre tra 'solare cosmetico', per la prevenzione di danni generici, e 'dispositivo medico', destinato a condizioni specifiche come cheratosi attiniche o fotosensibilità patologica.

L'ecocompatibilità è stata ampiamente discussa da Sonia Laneri, docente all'Università Federico II di Napoli. Filtri organici e inorganici sono stati rilevati in tutti gli oceani, con un impatto devastante sulle barriere coralline. Questi ingredienti possono causare lo sbiancamento dei coralli e danneggiare le alghe simbionti, riducendo la produzione di clorofilla e influenzando la catena alimentare marina, con residui di filtri rintracciati persino nel sangue dei pesci, nei mitili e negli esseri umani. Sebbene il riscaldamento globale e le microplastiche siano concause, l'industria sta investendo in test di ecotossicità per validare i claim 'reef-safe', che devono essere supportati da prove di biodegradabilità.

Le prospettive future per i solari includono l'incremento di ingredienti naturali con proprietà antiossidanti e riparatori del DNA, offrendo una protezione biologica aggiuntiva. Il futuro della fotoprotezione si configura come un equilibrio tra biologia e chimica ambientale, con prodotti da integrare nella routine quotidiana per la longevità cutanea e la salvaguardia dell'ambiente. La sfida è quella di sostituire molecole impattanti, mantenendo l'efficacia e la fotostabilità.

L'evoluzione dei prodotti solari è un viaggio complesso, ma essenziale, che richiede una costante attenzione alla ricerca scientifica, alla responsabilità etica e alla sostenibilità ambientale. La collaborazione tra clinici, ricercatori e industria è fondamentale per sviluppare soluzioni innovative che proteggano sia la pelle umana che il delicato equilibrio degli ecosistemi marini. L'adozione di test in vitro più avanzati, la trasparenza nei claim e l'investimento in filtri biodegradabili rappresentano i pilastri di questa trasformazione, garantendo un futuro più sicuro e sostenibile per la fotoprotezione.